Tris di olio extra vergine d'oliva, dell'azienda agricola Ventinove a.C.

L’olio extravergine d’oliva è, per noi italiani, il Re dei condimenti. Ma siamo capaci di capire se stiamo utilizzando un olio qualitativamente buono?
Innanzitutto sfatiamo il mito per cui il colore è l’elemento primario da considerare. Sicuramente dobbiamo tenerne conto, ma la prima cosa da esaminare è l’etichetta.
Più le etichette sono ricche di informazioni, meglio è. Le sigle Dop o Igp, così come i marchi dei consorzi produttori, sono già indicatori di qualità. Elemento centrale è la provenienza del prodotto; quando l’olio è 100% italiano riporta esattamente i luoghi di produzione, regioni e province specifiche. Se, invece, sulla bottiglia c’è scritto solo che l’olio proviene dalla comunità europea, potrebbe voler dire che l’olio non è italiano, ma magari greco o spagnolo, o peggio non è nemmeno europeo.
Guardate la data di scadenza, naturalmente, e quella di produzione. Consumate l’olio entro un anno e mezzo circa dalla data di produzione.
Per quanto riguarda il suo colore, l’olio può andare dal verde al giallo con varie sfumature dettate dall’uso di caroteni e clorofilla, pigmenti che garantiscono l’azione antiossidante dell’olio. Quindi, finché il colore varia dal verde al giallo va bene. L’importante è che non sia arancio/rossiccio, in quel caso l’olio si è ossidato e non va bene.
Infine, considerate il prezzo: la qualità costa e quindi anche l’olio buono si paga, il giusto, ma si paga. Generalmente, i prezzi per un olio buono partono da 8/10€ al litro.
Come vedete, bastano pochi accorgimenti per essere consumatori consapevoli e per sapere esattamente cosa c’è sulle nostre tavole. Vuoi sapere di più? Vieni a scoprire i nostri prodotti di qualità!